Itinerario
Le giornate soleggiate e calde di settembre sono quelle che più adoro. Aria pura e priva di foschia, cielo azzurro limpido e pulito, panorami splendidi ed orizzonti ampi e lontani. I larici che iniziano a colorarsi di giallo, i prati che cambiano colore e, soprattutto, poca gente in giro, quindi un silenzio tutto da godere e apprezzare come oro colato.
Con Chicca e Silvia decidiamo per un trekking partendo da Santa Apollonia, sopra casa di Ponte di Legno, fino alle splendide trincee sotterranee di Prisigai e quindi su in vetta fino alla Cima Bleis di Somalbosco (2638mslm), ormai meta di pellegrinaggio almeno una volta all’anno. Con noi portiamo Alan che dopo la bella salita alla Cima Sorti di domenica era ben allenato e pronto a raggiungere un’altra cima sopra casa.
Giornata splendida, da ricordare e da racchiudere nel cassetto dei ricordi, con qualche bella fotografia di memoria ovviamente.

Dati Tecnici
- Dislivello: 1100m+
- Lunghezza: 15km
- Difficoltà: EE
Relazione
Posteggiare l’auto in località Santa Apollonia 1580m, a circa 5 km da Ponte di Legno e a 13km dal Passo di Gavia. Nei pressi dell’Osteria Pietrarossa, dopo il ponte sul Frigidolfo, imboccare la stradina sterrata che sale in direzione del caseificio e quindi dopo aver superato due belle baite in muratura e sassi imboccare il sentiero sulla sinistra che con un bel traverso in un meraviglioso bosco conduce a Malga Somalbosco. Sulla sinistra della malga imboccare il sentiero non indicato, ma molto bello e tutto in costa tra prati di isgla e larici che conduce al pianoro di località Prisigai, a circa 2170 metri di quota. Lo sguardo spazia sul gruppo dell’Adamello e dell’Ortles Cevedale. L’area è attrezzata per la sosta con tavolini e specialmente nel periodo estivo inoltrato è avara di acqua proprio per via della morfologia della zona.

Alle spalle della malga, sulla destra con la faccia a monte, imboccare un piccolo sentiero che salendo circa 150 metri in quota lungo la prateria ci conduce all’imbocco delle trincee e delle gallerie sotterranee costruite dagli alpini nel periodo bellico. Muretti a secco, tunnel che scendono nelle viscere della montagna, incroci, gradini a picco e feritoie sono in attesa solo di essere esplorate e visitate. Queste fortificazioni rappresentavano la seconda linea del fronte, vitale per l’eventuale resistenza dopo l’avanzamento del “nemico”. Le trincee e le rispettive gallerie sotterranee si sviluppano per parecchie centinaia di metri formando una vera e propria rete sotterranea di difesa.
Proseguire fedelmente sul sentiero ora ben visibile ed evidente che costeggia tutte le trincee, in molti tratti perfettamente conservate ed intatte. Salire in costa lungo il crinale destro erboso e quindi raggiunta la cresta sempre per comodo sentiero raggiungere la croce di vetta della Cima Bleis di Somalbosco 2638m.
Discesa lungo il medesimo itinerario di salita.
Photo Gallery












