Itinerario
24,25/08/2025. L’Ober Gabelhorn è uno dei fatidici monti che superano i 4000m di quota nelle Alpi. A torto viene spesso ignorato e snobbato a favore dei suoi vicini più prossimi ed alti quali lo Zinalrothorn, il Cervino, la Dent Blanche etc. Invece, se dovessi fare una classifica della difficoltà e dell’impegno complessivo l’Ober Gabelhorn è a ragione tra le più difficili da scalare e da gestire. Le difficoltà su roccia della Arbengrat, la famosa cresta che sale da W, sono sempre sul III/III+, ma in più la discesa dalla via normale è comunque molto impegnativa e richiede, specialmente in condizioni di neve, numerose calate in doppia e una gestione dell’assetto sempre veloce ed efficiente.

Con l’amico Marco abbiamo condiviso tante avventure e ogni volta siamo pronti a nuove sfide e scalate alla scoperta di nuove cime e nuove prospettive. Siamo una cordata che funziona, quasi sempre in buona forma fisica e con una grande passione per le montagne. Sono circa due anni che osservavamo l’Ober Gabelhorn da una prospettiva o da un’altra ed alla fine era rimasta l’ultima cima della catena Weisshorn – Dent Blanche da essere ancora scalata. L’idea è sfruttare il bellissimo e comodo bivacco Arbenbiwak posto a circa 3200m di quota per salire la famosa Arbengrat che con difficoltà sempre sul III+ conduce fino alla sommità di questo 4000 che è tra i più bassi delle Alpi, ma che invece ha poco da invidiare ai fratelli maggiori più vicini.
Visto il bel tempo in previsione optiamo per una due giorni in perfetto stile alpino. Raggiungiamo Zermatt con il nostro solito tragitto ben rodato passando per il Nufenenpass e con il treno che bisogna utilizzare per salire in paese da Tasch. Dalle orde di turisti nel centro del paese ben presto ci si allontana e si entra in un ambiente selvaggio e solitario, proprio come piace a noi.

Raggiungere il bivacco richiede un bello sforzo fisico vista la notevole lunghezza da percorrere e il dislivello di circa 1600 metri da superare, mentre il secondo giorno riusciamo a salire in vetta in meno di 3 ore secche. La discesa fino ai 1600m di quota di Zermatt lungo la via normale, che è a mio giudizio una delle più complesse e difficili del Vallese, è stata invece lunga e complessa per via delle manovre di corda, della disarrampicata e dei continui cambi assetto per superare i tratti ghiacciati ed innevati.
Un’avventura che ha un sapore di epico che ci ha regalato un’immensa soddisfazione e una grande gioia. Grazie montagna!

Dati Tecnici
- Difficoltà: AD+, III+
- Dislivello: 2800m
- Lunghezza: 30km
Relazione
Raggiungere con il trenino la località turistica di Zermatt e incamminarsi lungo le vie del paese fino alla sua estremità a sud dove superate alcune case si incontrano i cartelli che indicano per la Schönbielhütte SAC. Procedere in salita su comoda e molto frequentata stradina sterrata superando alcune belle baite e attraversando belle praterie di alta quota. Raggiunto il piccolo agglomerato di Z’mutt deviare a destra ora su sentiero più stretto e sconnesso. Procedere lungo la valle a monte di un bacino idroelettrico e poi, a causa di una frana, con una leggera discesa portarsi nel fondovalle. Proseguire in salita fino al bacino Zmuttbach. Da lì deviare a destra superando una caratteristica cascata, la Arben Wasserfall e portarsi nel pianoro soprastante. Superare il torrente ed i detriti e salire lungo una stradina sconnessa che va a morire subito dopo. Seguire ora le indicazioni per l’Arbenbiwak che si raggiunge salendo lungo la ripida morena su comodo sentierino e quindi per una ripida e faticosa via ferrata con scala, catene e pioli. Raggiungere il bivacco dove si pernotta. La struttura è servita con tutto l’occorrente al di fuori del cibo: gas, pentole, piatti, posate, acqua corrente, coperte, cuscini etc. Prezzo estate 2025 pari a 25 CHF. Vista spettacolare sulla nord del Cervino che è proprio di fronte alla struttura. Alle spalle la cima da scalare il giorno successivo.

In base alle condizioni e al periodo partire in piena notte o prima dell’alba dal bivacco e salire seguendo una bella traccia, solo a tratti poco evidente, che è quasi sempre segnalata da degli ometti. Portarsi sotto la parete S superando il piccolo ghiacciaio/nevaio (spesso si supera senza necessità di ramponare) e raggiungere l’imbocco del canale di accesso alla cresta Arbengrat. Risalirlo, spesso ghiacciato e innevato anche a fine estate. Sfruttare all’occorrenza le roccie più salde e di migliore qualità sulla sinistra lungo la salita. Raggiungere l’intaglio sulla cresta. Legarsi ed iniziare la progressione su cresta. Il piccolo primo gendarme si supera a destra con grande esposizione sulla parete S, ma generalmente le difficoltà si evitano a sinistra dove la parete è più abbattuta, come sul grande gendarme subito dopo; possibilità di scalarlo direttamente (IV+) o traversando alla base e quindi per spigolo (III+ costante obbligatorio). Tornare in cresta e fedelmente a tratti sempre sulla sinistra per evitare le difficoltà raggiungere la vetta. Panorama splendido su tutti i giganti del Vallese, nonchè su Dent Blanche, Cervino, Zinalrothorn, sul Monte Rosa e Breithorn.

Iniziare la discesa dalla cresta opposta inizialmente su roccia e poi incontrato il primo piolo di ferro iniziare a calarsi o disarrampicare fino al grande e ripido ghiacciaio sottostante. Necessarie 3/4 doppie in base alle condizioni e all’abilità di disarrampicata. Scendere ora per il ripido crestone che delimita il ghiacciaio sulla N e portarsi di fronte al Grande Gendarme, roccioso e repulsivo. Scalarlo fino alla cresta e quindi proseguire in traverso molto esposto sfruttando dei canaponi. Eventualmente fare 3 doppie per scendere sul ghiacciaio sottostante alla base del Grande Gendarme. Proseguire ora in salita e salire la Wellenkuppe 3901m, caratterizzata da un bel pianoro in vetta.

Scendere disarrampicando o con doppie lungo la parete per roccie solide e di buona qualità, a tratti gradinate. Quindi con altre doppie e con altri tratti di camminata, ora su roccia più sfasciumosa raggiungere la parte finale della cresta, più affilata. Fare una doppia verso destra sfruttando il piolo e quindi per traccia portarsi sul ghiacciaio sottostante. Scenderlo per linea migliore facendo attenzione agli immensi crepacci e alle frane. Raggiungere la Rothornhutte 3180m e quindi scendere a Zermatt per comodo sentiero, prima ripido su morena, poi in piano e quindi superato un piccolo rifugio/locanda proseguire fino al paese.
Noi abbiamo impiegato dal bivacco Arben alla cima 3 ore secche e per tornare a Zermatt dalla cima quasi 8 ore.
Photo Gallery



































































