Itinerario
29-03-26. Una domenica di fine marzo, con tutto sommato bel tempo e buona neve, da trascorrere in compagnia dell’amica Silvia. Le alte quote ed i nostri amati ghiacciai sono lì, pronti a regalarci un’altra bella giornata di scialpinismo in alta quota, toccava solo a noi metterci in movimento.
Partiamo con calma dal Presena visto il cambio dell’ora, ma troveremo comunque neve dura come cemento e freddo. Siamo gli unici che sono diretti alla Punta Venerocolo; con i suoi 3323m di quota è una delle mete più interessanti per gli amanti del selvaggio e lontano dai soliti itinerari noti. Le velature, con solo qualche spiazzo di azzurrino in alto nel cielo, non ci regaleranno foto di pregio, tuttavia il Ghiacciaio Pisgana dal lato W saprà ricompensare le nostre fatiche con una bella neve e belle curvette su neve farinosa e fredda. Grazie all’amica Silvia per la bella giornata trascorsa in compagnia sulle alte cime.

Dati Tecnici
- Dislivello: 1000m+
- Lunghezza: 20km
- Difficoltà: OSA-
Relazione
Da Passo Presena 2997 raggiungibile comodamente con gli impianti scendere fino alla piana del Mandrone a circa 2400m di quota. Calzare le pelli e salire in direzione del Ghiacciaio del Mandrone sfruttando il dosso evidente sulla sinistra. Proseguire sul ghiacciaio in direzione del Pian di Neve e prima del Corno Bianco deviare a destra in direzione della evidente V del Passo Brizio. Quindi svoltare a destra e proseguire comodamente sfruttando un primo gradino sulla piana sottostante la pala della Venerocolo. Scegliendo opportunamente in base alle condizioni la linea di salita, meglio sul crinale poco accentuato, raggiungere la panoramica Punta Venerocolo 3323m. Panorama splendido su tutto il Ghiacciaio dell’Adamello e sulla omonima parete N, nonchè sul Corno Bianco.

La discesa è consigliabile lungo il Ghiacciaio del Pisgana, prima raggiungendo il Passo Venerocolo, poi deviando sul ghiacciaio a destra. Superare il primo tratto in leggero traverso a sinistra sotto il Monte Frati e infine portarsi sotto la Bocchetta della Calotta, quindi sempre in traverso traversare in alto il Lago del Pisgana e scendere per la Val Narcanello fino ad una macchina lasciata preventivamente in Val Sozzine.
Lungo la discesa porre attenzione alle rocce montonate che sovrastano la lingua del ghiacciaio, spesso con neve instabile e pericolosa, quindi è consigliabile evitarle passando a sinistra.
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